Il mio articolo su “Il Tempo” pag.2
Sono uno studente della Facoltà di Scienze Politiche dell'Università "Roma Tre”.
Il 20 marzo, giorno successivo all’attacco angloamericano su Bagdad, sono andato come sempre all'Università. A un certo punto si è saputo che le lezioni non si sarebbero tenute per ordine del Rettore, Guido Fabiani, che aveva fatto affiggere ovunque questo comunicato: “per favorire la più ampia partecipazione democratica alle iniziative programmate nella giornata odierna dalle organizzazione degli studenti e delle organizzazioni sindacali dei lavoratori, ho disposto di concerto con i presidi di facoltà, la sospensione di tutte le attività didattiche programmate per la giornata odierna”.
C'è un clima oggi in Italia che fa sì che manifestare per la pace non abbia più un significato politico, ma morale, se non culturale e pedagogico. Questo dovrebbe far riflettere. Quando si leggono striscioni con i nomi delle scuole, dei licei, persino degli asili, seguiti dalla frase "per la pace" significa che il pensiero ha perso ogni sua salvaguardia, che è sempre data dall’esistenza di opinioni contrarie e dall'esistenza di una minoranza.
Rispondendo alla denuncia sportagli da Marco Pannella per interruzione di pubblico servizio, il Rettore di Roma Tre si è difeso così: “Ho agito nella piena consapevolezza della mia responsabilità istituzionale, con un atto che vuole dimostrare che in quest'Ateneo non c'è bisogno di occupare, perché disponiamo dì una sufficiente sensibilità civile e sociale”.
Credo che alla fine questo atteggiamento nuoccia anzitutto a chi in coscienza è contro questa guerra. Il 20 marzo, ad esempio, i pacifisti non hanno potuto manifestare facendo pesare la propria assenza dall'università come conseguenza delle proprie convinzioni e della propria coscienza, ma sono stati accompagnati da un invito “istituzionale” a scendere in piazza.
In questi giorni al rettore stanno arrivando centinaia di messaggi di solidarietà da tutto il mondo accademico. Credo che se ne potrebbe fare un bestiario delle bestialità civili. E' difficile spiegarlo ai miei coetanei, ma ho deciso di denunciare anch'io il mio Rettore per interruzione di pubblico servizio.
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