Comunicato ufficiale del Vicariato che ha ordinato al parroco di non celebrare i funerali come richiesti dalla famiglia e dalla moglie, parrocchiani dalla chiesa di Don Bosco.

«In merito alla richiesta di esequie ecclesiastiche per il defunto Dott. Piergiorgio Welby, il Vicariato di Roma precisa di non aver potuto concedere tali esequie perché, a differenza dai casi di suicidio nei quali si presume la mancanza delle condizioni di piena avvertenza e deliberato consenso, era nota, in quanto ripetutamente e pubblicamente affermata, la volontà del Dott. Welby di porre fine alla propria vita, ciò che contrasta con la dottrina cattolica (vedi il Catechismo della Chiesa Cattolica, nn. 2276-2283; 2324-2325). Non vengono meno però la preghiera della Chiesa per l'eterna salvezza del defunto e la partecipazione al dolore dei congiunti».


Don Vitaliano Della Sala scrive in un'email a RadioRadicale.it:

Mi ha lasciato perplesso la decisione del Vicariato di Roma di non concedergli le esequie religiose. Lasciamo a Dio, e a Lui solo, la libertà di giudicare la scelta di un uomo sofferente che, solo per questo, ha deciso di affrettare la propria morte; noi cristiani crediamo che la misericordia e la comprensione di Dio sono smisurate.
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Maggiolini, si scorda un particolare. Lui descrive la possibilità di due funerali: uno dei politici, da circo, nichilisti, che volevano la morte, adolatrice del nulla, nemica del natale....ecc. e quello religioso per la resurrezione solo dopo un racconto immagino certificato di rischiesta di perdono. Il secondo ovviamente rendebbe possibile la resurrezione.
Il cardinale dimentica di spiegarci il perchè la realtà è stata differente. Chi era accanto alla madre e alla moglie e chi contro, da 80 giorni, le sue, loro, volontà. Chi ha deciso di chiudere le porte ad un parrocchiano?
Luca Coscioni e Welby lottano esattamente contro un impostazione antropologica che ha il mondo cattolico. La concezione di malattia, sofferenza, espiazione. Il presupposto di Maggiolini è la cessione da parte di un uomo che diventa malato di parte della propria sovranità. I malati vanno curati, assistiti, leniti (neanche tanto visto che l'italia è al 120 posto nelle cure paleative perchè la dc si è storicamente opposta alle leggi sulle cure paleative, anti-espiazione insomma...), loro hanno lottato invece perchè fossero ancora cittadini, votanti, parlanti, autonomi. Per questo hanno proposto leggi, iniziative, finanziamenti. Non a caso sulla scia di Zapatero che ha fatto la legge migliore sull'assistenza domiciliare.

Il circo radicale proseguirà a imporre come è riuscito a fare i temi che senza noi nichilisti non verrebbero trattati se non dopo 10-20.... Come ha proseguito quando con modalità analoghe imponemmo la chiusura dei manicomi per lo più gestiti da enti clericali.
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