Signor Ministro (e, se permette!) Caro Professore Umberto Veronesi,
Tra poche settimane i cittadini italiani saranno chiamati al voto: i temi essenziali della vita e del diritto, della libertà di pensiero e di ricerca scientifica, rischiano di essere preclusi al dibattito politico ed elettorale. Clericalismo, oscurantismo, proibizionismo rischiano di affermarsi sempre più come la sola risposta politica dell'Italia e dell'Europa ai problemi di uomini e donne.
Sottoponiamo alla Sua coscienza civile la documentazione sulla negazione di diritti umani e politici fondamentali in Italia da parte del sistema dell'informazione. (in allegato)
Le chiediamo di esprimersi pubblicamente su questi dati.
Le chiediamo di usare della Sua autorevolezza in difesa del diritto dei cittadini a conoscere per deliberare.
Le chiediamo di esprimersi pubblicamente sulla necessità che nel prossimo Parlamento sieda un gruppo consistente di radicali, che difendano la libertà di pensiero, di ricerca scientifica, la libertà di cura e la possibilità di sperimentare nuove soluzioni antiproibizioniste nei confronti della droga.
Le chiediamo di unire le forze per queste lotte di libertà e di vita.
Le rivolgiamo la richiesta urgente di un incontro con i radicali e con il nostro compagno Luca Coscioni.
Luca, come Lei forse avrà già avuto modo di sapere, è malato di sclerosi laterale amiotrofica. Ha scelto, con coraggio, di essere candidato, con Emma Bonino e Marco Pannella, a rappresentare nella prossima legislatura la volontà di non rassegnarsi, né di fronte alla malattia né di fronte al prepotere di burocrazie clericali, intellettuali o partitiche, che impediscono quelle ricerche sulle cellule staminali che potrebbero portare a una cura per la sua malattia, come per altre che colpiscono milioni di italiani.

Signor Ministro, caro Professore
stiamo cercando, con ogni nostra forza e con i pochi mezzi di cui disponiamo, di squarciare la cappa di disinformazione, di menzogna, di violenza che in Italia impedisce persino di discutere. Lottiamo per affermare il diritto all'informazione e alla conoscenza su cui si basa non soltanto la ricerca scientifica, ma la libertà stessa dei cittadini di poter scegliere democraticamente tra opzioni politiche alternative.
Per meglio significarLe la gravità e l'urgenza dell'appello che Le rivolgiamo, per sostenerLa , speriamo, nel così difficile esercizio della virtù, dell'attenzione, della non distrazione di fronte a così gravi sintomi del male che affligge e corrompe la nostra democrazia in una delle sue funzioni vitali, quella dell'informazione, da nonviolenti quali siamo inizieremo un "digiuno di dialogo" affinché le nostre parole possano tradursi in puntuali e coerenti fatti.
La nonviolenza è - appunto - dialogo, e anche qualsiasi sospetto di ricatto non può essere lasciato insorgere. Quindi sarà il nostro modo di esserLe accanto con fiducia e (ce lo consente?) con amicizia, nella speranza che questo Le faciliti il risponderci. Non altro ci permettiamo di chiederLe ed è quindi chiaro che il nostro digiuno terminerà non appena riceveremo una Sua risposta, qualsiasi ne sia il contenuto.
La ringraziamo intanto anche per quel che negli ultimi mesi, nella Sua nuova responsabilità politica di Ministro, Lei ha saputo, con tanta saggezza e forza, dire e fare.

I nostri più cari saluti

I digiunatori:
Maura Bonifazi, 27 anni, web assistent, militante radicale, comincierò il digiuno da martedì 20 febbraio 2001
Simone Sapienza, 19 anni, studente in Scienze Politiche e militante radicale, comincierò il digiuno da martedì 20 febbraio 2001
Diego Galli, 24 anni, studente in Scienze Politiche, militante radicale, comincierò il digiuno da giovedì 22 febbraio 2001.
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